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La cronistica quattro-cinquecentesca

Signore. Bisognava havere patientia 29.

Lievi variazioni nel racconto dello Zambotti:

7

Ritrovandose andare zoxo per Po de Lombardia circha 6000 fanti, in nave, del re de Franza, per andare in Romagna in alturio del duca Valentino, arivòn al Bondeno e incontinenti messeno la hostaria e li borgi a sachomano, poi intròno da uno lado del Bondeno per certo rotorio in lo castello e sacomanòno tuto il castello e caxe de robbe portative e amazòno più persone, fre le quale fu amazato messer Baptista Bendedeo, doctore de leze ferrarese, e lo capelano de la chiesia con dui altri preti, e forno ferite più persone e amazade circha dodexe. E tèneno il castello tuta la nocte a soa posta, pur lo dì seguente se partìno lassandolo vodo 30.

manca il ricordo di ingegneristica che colpì molti:

un

personaggio

di

spicco,

autore

di

un

impresa

Venri, a dì XVI dicto, fu posto suso il campanile nuovo de marmoro del vescoato de Ferrara la campana nuova grossa, nominata Sanctina, pesata 6350 libre, in loco di un'altra prima che se rupe tolendola zoxo del campanile vechio, et lo ingegnero a tirarla suso fu mastro Rigeto dal Bondeno de Ferrarexe 31.

La questione del nome e delle origini

Le discussioni storiografiche circa il nome e l'origine di Bondeno sono state rapidamente riassunte dal Ferraresi 32, che tuttavia non procede molto oltre rispetto a quanto ne scriveva Francesco Erri nella sua storia di Cento 33.
Tra i tanti protagonisti pochi sono quelli veramente degni di ricordo, e tra i pochi nessuno raggiunge la profondità a cui arriva Pellegrino Prisciani.

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29Diario ferrarese 236. Poi l'autore del Diario ricorda l'invio di un messaggero al re di Francia da parte del duca, ma non dice altro, mentre è certo che si poté ottenere solo delle scuse formali (FRIZZIIV 196); la ragione dell'omissione sta forse nel fatto che con gli alleati «bisognava havere patientia»!
30ZAMBOTTI294.
31Diario ferrarese 215-16.
32G. FERRARESIStoria di Bondeno. Raccolta di documenti I Rovigo, Ist. Padano di Arti Grafiche 1963 (=1982) 36-38, 81-83, 104-07.
33Il tributo del Ferraresi all'Erri, come anche una certa disinvoltura nelle citazioni, è evidente: G. F. ERRIDell'origine di Cento e di sua PieveBologna, della Volpe 1769 (=1971) 76-77: «Non senza ragione pretende l'erudito Signor Abate Frassoni, che la sua Terra del Finale fosse fin da quei tempi scoperta dall'acque, siccome lo era certamente il Bondeno. Eppure ivi vicino era il maggior fondo di quel gran seno d'acque, come abbastanza lo dimostra l'etimologia del Bondeno, già chiamato Bondimacum, o Bondicomacum, come di sopra di è detto, che in linguaggio dei Liguri, per sentimento di Prisciano, e di altri, significa senza fondo; asserendo anche Plinio, che nella lingua antica gallica significa profondo; ed il Biondo, parlando del Finale, dice così = Infra est Finale Oppidum, ad quod, tamquam diximus, Reno, Scultenna, Formigine, & plerisque torrentibus coeuntibus fossam efficiunt Fistorenam, ultima Padusae ostia facientem apud Bondenum»; FERRARESI105: «L'Erri nella sua Storia di Cento scrive: "L'etimologia del Bondeno è da Bondimacum o Bondicomacum che in linguaggio dei Liguri per sentimento di Prisciano, e d'altri, significa profondo"». L'ultima messa a punto sulla questione in A. BENATIAppunti di toponomastica medievalein Bondeno e il suo territorio dalle origini al RinascimentoCasalecchio di Reno, Grafis 1988 285 ss..

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